Proposte e richieste

Proposte e richieste

Le proposte e le richieste su cui insistere.
L’opinione dell’Avv. Marco Calandrino, consulente legale di FedEmo.

  1. Esprimo preoccupazione circa il fatto che il Ministero della Salute si voglia attenere alle rigide indicazioni dell’Avvocatura dello Stato in materia di prescrizione del diritto ed epoca del contagio: ciò potrebbe provocare un contenzioso ulteriore.
    Se si chiede al Legislatore un provvedimentio “salva-esclusi”, e se c’è la copertura finanziaria, non si può allora prevedere un unico provvedimento erga omnes che preveda che le transazioni hanno carattere di “ristoro” (indennitario) e che quindi sono escluse valutazioni di “stretto diritto”, essendo sufficienti solo alcuni requisiti-base?
  2. Nel caso si segua invece la strada prospettata del decreto “salva-esclusi”, esso deve essere contestuale alla definizione delle transazioni: ad un escluso deve pervenire contestualmente alla comunicazione di rigetto altra comunicazione con cui gli si dice che può beneficiare del decreto “salva-esclusi”. Questo per evitare che un escluso per prescrizione, per esempio, si veda costretto ad impugnare immediatamente il provvedimento di rigetto, in uno coi provvedimenti “a monte” (circolare, decreto attuativo) col rischio che ciò provochi conseguenze (sospensione?) su tutto l’iter transattivo.
  3. In relazione ai non ascritti (epatiti “silenti”): bisogna valutare caso per caso, anche alla luce dei procedimenti amministrativi e/o giudiziari in corso.
  4. Condivido e apprezzo la scelta degli importi per emofilici e talassemici: vera analogia con la transazione del 2003, anche in virtù delle modalità del contagio (farmaci salvavita), e delle pluri-patologie che li affliggono: emofilia/talassemia + epatite e/o Hiv.
  5. Decisamente non accettabili gli importi indicati per i trasfusi occasionali, troppo ridotti, specie per coloro di 7° e 8° categoria ex lege 210/92, tenuto conto che tali categorie non sempre esprimono la reale gravità della patologia. Bisogna aumentarli in modo significativo.
  6. In caso di rateizzazione, il 10% di interessi complessivi calcolati su 15 anni è percentuale troppo modesta: propongo un tasso di interesse annuo rapportato al tasso di inflazione.
  7. Prendo atto che i “non congrui” per accedere alla transazione sono circa 300: fra questi però sarebbe bene distinguere fra chi non è in causa col Ministero (per i quali non si giustificherebbe una transazione), coloro che sono in causa per altri motivi (non per risarcimento danni da emoderivati-trasfusioni infette), da coloro che pur in possesso di tutti gli altri requisiti verrebbero dichiarati non congrui solo perchè hanno instaurato la causa successivamente al 1° gennaio 2008.

Le leggi 222 e 244 del 2007 in realtà non specificano una data precisa, introdotta poi successivamente; inoltre la ratio delle citate leggi è definire il contenzioso in essere.

Ciò detto, senza voler pretendere che “i ritardatari” vengano ammessi tout court alla pari degli altri, e come una volta affermò il Dr Palumbo a una pubblica riunione (la porta della transazione rimarrà socchiusa), e considerato altresì che si tratta di un numero che non “sposta” in maniera significativa le “dimensioni” dell’iter in corso, propongo che coloro che hanno fatto domanda di accesso alla transazione (dichiarandosi quindi interessati a definire il contenzioso in essere, in ossequio alla ratio delle citate leggi), nonostante la “loro” causa sia stata instaurata dopo il 1° gennaio 2008, vengano inseriti in un elenco, che potrà -in coda a tutti gli altri ammessi- venire poi considerato.