Sentenza CEDU sui danneggiati da sangue infetto

Sentenza CEDU sui danneggiati da sangue infetto

Lo scorso 14 gennaio la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo si è pronunciata in merito ai ricorsi avanzati da quasi 900 danneggiati.

L’intero dispositivo della sentenza è consultabile qui: AFFAIRE D.A. ET AUTRES c. ITALIE [PDF: 1,7 Mb](originale in francese).

Sostanzialmente la Corte ha ritenuto equo l’importo di 100.000 euro per singolo ricorrente proposto dal Ministero della Salute per la riparazione del danno subito. E questa non è una buona notizia, dal momento che sia FedEmo che i legali dei danneggiati hanno sempre richiesto che l’importo della nuova transazione fosse più elevato, differenziato per casistica e coerente con le cifre assegnate al tempo della prima transazione.
La Corte ha inoltre condannato lo Stato italiano a risarcire più di 300 persone per il non giustificabile ritardo dei processi, assegnando a singoli ricorrenti importi variabili tra i 20.000 e i 30.000 euro per i danni morali subiti. Questa è invece una decisione positiva, anche se non inattesa.

Sul pronunciamento della Corte abbiamo chiesto all’Avv. Marco Calandrino, consulente legale di FedEmo, un sintetico giudizio. Queste le sue parole:

“E’ positivo il riconoscimento di un risarcimento ai danneggiati per il danno morale per i ritardi dello Stato Italiano. E’ negativo che la CEDU dica che l’equa riparazione, i 100 mila euro, sono una soluzione soddisfacente. Su questo non sono d’accordo con la Corte di Strasburgo, in quanto non è possibile trattare in modo uniforme situazioni profondamente diverse. Mi riferisco alla diversa situazione di chi è vivente e di chi è erede di persona deceduta e, fra i viventi, a chi ha contratto doppia patologia (aids ed epatite), a chi è più grave, a chi ha anche una patologia pregressa (emofilia e talassemia), a chi si è infettato con farmaci ‘salva-vita’. Ora l’obiettivo ‘minimale’, deve essere quello, a mio parere, di ‘pretendere’ che, almeno, l’equa riparazione venga proposta a tutti i circa 7000 danneggiati che fecero istanza di accesso alla transazione, nessuno escluso, e che tutti i pagamenti siano effettuati entro il 31 dicembre 2017”.
Avv. Marco Calandrino del Foro di Bologna

Alla luce di quanto deliberato dalla CEDU, FedEmo continuerà a impegnarsi, come fatto finora, per pretendere dalle Istituzioni il rispetto dei punti sopra evidenziati anche dall’avvocato Calandrino e per richiedere la possibilità di includere nel percorso di compensazione anche gli eredi iure proprio e coloro che pur avendo a suo tempo inoltrato domanda di accesso alla transazione non hanno ancora ricevuto alcuna proposta di adesione all’equa riparazione.