Le transazioni si faranno?

Le transazioni si faranno?

Sul sito web del Ministero della Salute il 2 marzo scorso è comparso questo avviso: “La bozza di decreto per la definizione dei moduli transattivi da corrispondere ai soggetti che hanno presentato domanda di transazione, come previsto dal D.M. 28 aprile 2009, n. 132, è stata sottoposta alla valutazione dell’Avvocatura generale dello Stato e l’apposita Commissione ministeriale è attualmente impegnata nella necessaria fase di confronto ai fini di acquisire il definitivo parere. Si informa che per ogni ulteriore informazione è stata ripristinata la linea telefonica dedicata che sarà attiva dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 al numero 06 59943135 a decorrere dal 7 marzo 2011”.

Qualcosa si muove, dice qualcuno; forse lo fanno solo per “concentrare” le telefonate su un unico numero, dicono altri.

Fatto sta che associazioni ed avvocati, per quanto a nostra conoscenza, si stanno muovendo in ordine sparso. Alcune realtà associative si stanno preparando per iniziative e per manifestazioni, altre invece coltivano i contatti col mondo delle istituzioni e della politica, continuando a fidarsi. Pure gli avvocati sembrano orientarsi su più opzioni: chi ha già intrapreso la via amministrativa, per “costringere” il Ministero a dare una risposta alle domande di transazione, chi si è mosso su un piano penalistico, chi infine sta predisponendo azioni per il risarcimento danni da responsabilità precontrattuale; altri infine attendono fiduciosi… Una cosa è certa: l’iter transattivo non potrà finire in una “bolla di sapone”.
Successivamente alle leggi 222 e 244 del 2007, infatti, si sono avuti sia atti amministrativi conseguenti (decreto interministeriale, circolare, etc.), sia dichiarazioni in sede istituzionale (risposte a interrogazioni parlamentari, interventi in Commissione alla Camera e al Senato, etc.). Tutto ciò ha certamente creato una legittima aspettativa in coloro che hanno presentato domanda di accesso all’iter transattivo, aspettativa giuridicamente fondata: ergo una risposta motivata ad ognuno andrà doverosamente data e, in caso di diniego, non dovrà essere giuridicamente contrastante con quanto stabiliscono le leggi 222 e 244, altrimenti tale diniego sarà inevitabilmente viziato e impugnabile. E se invece, ma non vogliamo neppure pensarlo, non sarà data risposta agli istanti, quel contenzioso, che con le transazioni si voleva definire, aumenterà in maniera enorme: a mio avviso, infatti, saremo in presenza di una responsabilità del Ministero stesso, responsabilità che, per il solo fatto di non aver concluso l’iter transattivo, potrà fondare autonome e ulteriori richieste di risarcimento danni. Concludo con un’annotazione: pare che il problema sia sempre lo stesso, e cioè la prescrizione, la prescrizione del diritto al risarcimento. Pare che si persegua da parte del Ministero la strategia già comunicataci: emanare un provvedimento “salva-esclusi”, “salva-prescritti”. Fermo restando che ogni mezzo che raggiunga l’obiettivo va bene, io rimango della mia idea: sia emanato subito un unico provvedimento avente forza di legge che riguardi tutti, che sia cioè erga omnes, che affermi un solo unico concetto: tutti coloro che hanno presentato domanda di accesso alla transazione, che abbiano una causa in corso, e che abbiano avuto riconosciuto il nesso causale, siano ammessi alle transazioni, con modalità e importi definiti da separato decreto. Così evitiamo che Ministero ed Avvocatura dello Stato debbano esaminare ogni singola pratica sotto il profilo della prescrizione (cosa non facile e soprattutto foriera di contenzioso) e allo stesso tempo evitiamo di aprire un “doppio binario” (non prescritti e prescritti) che potrebbe non essere contestuale, col rischio quindi di impugnazione dei dinieghi avanti i giudici amministrativi. Semplice, no? Se la volontà politica di accogliere e risarcire tutti, più volte manifestata dal Ministro Prof. Fazio e dal Sottosegretario On. Martini, è reale (e non ho ragione per dubitarne) la strada maestra è quella appena ricordata.
Avv. Marco Calandrino