BarrieraZero: un report di Stefania Farace

BarrieraZero: un report di Stefania Farace

L’8 settembre scorso, mini trolley al seguito, sono partita per Olda, provincia di Bergamo.

A dire il vero, però, questo viaggio iniziò diversi mesi fa con una chiacchierata a Milano, nella sede di Fondazione Paracelso. L’idea era quella di realizzare un progetto per gli adolescenti in collaborazione con FedEmo e devo dire che la cosa mi sembrò subito entusiasmante.

Così, dopo esserci spremuti le meningi ed aver portato a termine casting ed un paio di incontri preliminari, ci siamo tutti ritrovati presso “Il Borgo Zen”.

Un’esperienza simile l’avevo già vissuta grazie al progetto DNA. Non saprei spiegare come è stato rivedere in questi ragazzi il gruppo di cui io stessa ero stata parte anni fa. Non sono un’appassionata di Harry Potter, ma credo di aver avuto la medesima espressione stranita del famoso maghetto la prima volta che si è trovato davanti ad una foto i cui soggetti erano in grado di muoversi al suo interno.

Da un lato una bellissima istantanea di cui non facevo più parte, dall’altro l’occasione di poter sperimentare qualcosa per la prima volta. Si, forse è stato così.

Uno degli obiettivi era capire quali fossero le esigenze degli adolescenti oggi.
Un esempio su tutti: bisogno di informazione. Prima ho accennato a DNA. All’epoca il bisogno di informazione si traduceva nella necessità che FedEmo divenisse, attraverso sito e social network, veicolo di informazione per la sete di apprendimento dei ragazzi stessi. Da quanto ho potuto osservare, adesso gli adolescenti sentono di aver acquisito le conoscenze di cui noi ci sentivamo sprovvisti alla loro età e chiedono che ad essere informato sia il mondo intorno a loro. Una bella vittoria da portare a casa, ma soprattutto il motivo per andare avanti e dar forma a questo progetto con gli adolescenti, perché saranno proprio loro ad aiutarci a tirar fuori, come direbbe Alba, i prossimi step dal cappello pensatore.

Non credo sia possibile racchiudere in un breve articolo quanto è accaduto in quei due giorni, ma mi piacerebbe comunque provare a descriverne i colori attraverso le parole di uno degli 8 ragazzi che erano lì con noi.

È stata un’esperienza meravigliosa, uno “scambio” tra divertimento e serietà.

Sono partito con ottime previsioni. Devo dire che non sono state smentite: siamo tutti fratelli uniti da un destino che sembrava diverso per ognuno. Grazie per avermi ricordato di non deprimermi di fronte alla letali mazzate che ogni tanto l’Emofilia si permette di dare. Siete tutti, tutti dei grandissimi. Viva il taleggio!!! – Mirko.