Arrivederci Scuola FedEmo: report del terzo modulo

Arrivederci Scuola FedEmo: report del terzo modulo

La prima lezione di questo modulo è stata tenuta il giorno 03/12/2016 dalla professoressa Maria Cristina Antonucci, la quale ha fatto chiarezza sul tema della pratica del Lobbying, ossia fare pressione sulle istituzioni nel tentativo di ottenere un qualcosa da esse. Detto così sembrerebbe un metodo ai limiti della legalità. Infatti, Maria Cristina esordisce ammettendo che qualsiasi giornale farebbe fortuna e scalpore con un titolo ove fosse compresa la parola “Lobby”, specificando però che il termine trattato dai giornali è ben lontano da quello reale, ovvero quello di una pratica di trasparenza, onestà e legalità, quello che molto spesso attuano le Onlus nei confronti del proprio territorio. Ed anzi è proprio il lobbying uno dei mezzi principali di una Onlus per ottenere un certo risultato a favore di tutti gli associati.

Purtroppo fare lobbying non è semplice come “estorcere” la paghetta settimanale ai genitori, e noi alunni di scuola FedEmo adesso lo sappiamo. Infatti, al termine della spiegazione teorica c’è stata una simulazione pratica, dove, per l’occasione, siamo diventati lobbysti professionisti, divisi in tre gruppi i quali avrebbero dovuto convincere l’assessore comunale, (interpretato dalla prof Antonucci), dopo che ogni gruppo avesse stabilito la propria strategia di lobbying, a scendere a patti con l’associazione che rappresentavano, nonostante i numerosi impegni politici e un budget regionale limitato. Infine, ha superato la prova chi è riuscito a coniugare ad un atteggiamento di “Captatio benevolentia” (= ingraziante) un’altrettanta dose di pressione e potremmo dire anche di “faccia tosta”.

Dopo una breve pausa pranzo, nel pomeriggio è intervenuto, il professore di scienze politiche all’università di Lucca, Alberto Vannucci, esperto di corruzione, che ci ha fatto presente il mondo del lobbying scandalistico di cui ci aveva accennato la prof Antonucci. Il modulo prosegue con la descrizione di alcuni esempi di lobbying illegale, ovvero di corruzione, tra cui spicca la storia di uno yacht pagato da una nota banca italiana pagato 220 milioni di euro e costruito tra 2 linee ferroviarie e diviso dal mare da una spiaggia, ergo inutilizzabile: “Questo,”- afferma il prof. Vannucci-“ come altri frutti della corruzione, sono pagati, ogni giorno, da noi cittadini ignari del “groviglio armonioso”(inteso come corruzione) che si nasconde nella realtà quotidiana”. Infatti se i 220 milioni possono “sembrare” tanti, non sono altro che uno spicciolo da 2 cent buttato nel lago di catrame della corruzione, dove tutto quello che entra non ne esce più, come ad esempio i 585 MILIARDI, (e si non è un errore di battitura, signori miei), di soldi pubblici, che l’Italia perde ogni anno a causa della corruzione, e che quindi potrebbe guadagnare se solo fosse “corrotta” allo stesso livello della Germania, (soltanto il tredicesimo stato meno corrotto al mondo). “Insomma” – continua Vannucci citando Dante Alighieri – una nemica “mirabilmente oscura” da cui tutti, (ed in primis le associazioni), devono imparare a difendersi”. La giornata termina poi con l’intervento riassuntivo del Professor Corrado Del Bò.

L’indomani, apre l’ultima giornata del modulo, e quindi della scuola, il direttore esecutivo della FedEmo, Daniele Preti. Il quale ci illustra prima di tutto la storia e la fondazione della associazione della quale è direttore esecutivo, dopo questo incipit continua spiegandoci la struttura dei vari organi amministrativi che la compongono: l’Assemblea dei soci (formata dai legali rappresentanti delle associazioni aderenti), il Consiglio Direttivo (formato dal presidente, vicepresidente, segretario generale e da due membri consiglieri), il Collegio dei revisori dei conti, il Collegio dei probiviri, il comitato scientifico e un comitato giovani. L’intervento di Preti volge al termine con la spiegazione del funzionamento dei vari organi e di come aderire da parte di un’associazione nascente al gruppo delle Onlus nazionali e delle APS. Infine sono state varate alcune proposte, tra cui quella saltata all’occhio di tutti, ovvero l’idea di formare un’assemblea di giovani provenienti ognuno da varie associazioni, che abbia come obiettivo quello di riunirsi almeno una volta all’anno (parallelamente all’Assemblea dei soci FedEmo) per poter discutere e confrontarsi su quello che si è fatto, ma anche su progetti che non si è riusciti a portare a termine durante l’anno. In modo tale da migliorarsi e apprendere sempre di più per perfezionare la propria realtà associativa.

Con questa proposta, tendente a un futuro di giovani, si è chiusa la prima e interessantissima edizione della scuola FedEmo, la quale ci ha fatto conoscere tra di noi, creato obiettivi, insegnato a collaborare come un team e divertirci, ma anche a negoziare e a fare “braccio di ferro” con le istituzioni. Insomma come direbbe un noto telecronista sportivo “Tutto molto bello!”. Dopo gli ultimi saluti di Corrado Del Bò per Fondazione Campus e di Stefania Farace per FedEmo, i ragazzi sono tornati ognuno nella propria terra di origine consapevoli del lavoro che li aspetta, ma anche con molta più esperienza e soprattutto speranza che, chissà, un giorno l’emofilico non sia più “un paziente”… non sia più riconosciuto come emofilico, ma come Stefania, Debora, Ferdinando, Nunzio, Giacomo, Riccardo, Angela, Dimitri, Roberto, Nicola, Stefano, Federica, Enrico, Guido, Emily, Lorenzo, Gianluca, Marco, Luca o qualsiasi sia il vostro nome.

Debora Carpentieri

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